12 giugno 2012

Tra me e me...e Liga...


Mi salgono lacrime che scendono salate.
Che cavolo ho fatto...


Sono qui per l'amore, per difendere quello che so...
Ma cosa so? Cosa? Non ho imparato niente...

Con tutto il sangue andato a male..
Quel sangue che resta malato sempre, infetto a chi mi si avvicina. Con me si soffre, con me non si va da nessuna parte...

E i brandelli di cielo che dipendono solo da noi..
Caro Liga, guarda, ti stimo...noi è una parola che nella mia, di vite, proprio non c'è verso di farla entrare...con me non esiste alcun noi...nessuno ha voluto...provare....qualcosa di vero, se poteva esserci, se poteva esistere con me...è tutto normale così...non è nel mio destino pare...che sia un bene, che sia un male...

Per quel po' di sollievo che ti strappano dall'ombelico
con la sponda di ghiaia che alla prima alluvione va giù.. ed un nome e cognome che comunque resiste di più.
Come m'è venuto in mente? Mi ero trattenuta finora, ce l'avevo quasi fatta....
 
Sono qui per l'amore per riempire col secchio il tuo mare, con la barca di carta, che non vuole affondare.
Si, una barca fatta di carta, la mia.
Dove vado io, col mio piccolo secchio, cosa posso dare io, alla fine?
Quando mai smetterò di crederci? QUANDO? Io avrei bisogno che tu, Liga, o chi per te, la Signora a cui è ispirato il mio segno sulla pelle di pochi giorni fa, insomma, qualcuno mi dica QUANDO smetterò di credere. Mi va bene una data. Mi va bene un segnale.

Per le giostre sfinite che son sempre più fuori città
Io e lui, sulla ruota panoramica, con lo stomaco scombussolato ma non solo per la giostra...io ci pensavo...
 
Sono qui per l'amore, per le facce curiose che fa
Per la coda alla cassa, con il saldo più o meno a metà, per le gabbie di carta, per la chiave scordata in cantina, per il giro del sangue e per quello del vino.

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