Sono stata su in Veneto questo fine settimana.
Sono stata bene e sono stata male.
Bene perchè c'era il mio tesoro, perchè siamo andati a Venezia a vedere il tanto sospirato Carnevale che sono anni che volevo andarci, perchè ho conosciuto persone molto belle tra gli amici di Andrea, perchè la sua famiglia mi accoglie sempre con un'infinità di sorrisi.
E male per via dei miei problemi, fisici e non.
Ho avuto dolori.
E ho rotto le scatole a quest'uomo così paziente.
Ho pianto disperata per questo bambino che vorremmo tanto e che tanto non arriva e mi sono disperata ancor di più perchè non so cosa fare di questa donna che sarei io, se riprendere la terapia, se rischiare ancora una ricomparsa e/o un aggravamento della malattia aspettando e provando ancora, se rinunciare e provare a fare un percorso di
"tantononcelafaròmaièmegliochemimettailcuoreinpace".
No, non lo so cosa devo fare.
Per me oggi non si festeggia niente.
Magari fosse la festa della sterilità vera o presunta potrei festeggiare.
Si.
L'inizio della mia fine.
E la prendo così.

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