Ve la metto così oggi la foto.
In bianco e nero.
Perchè non ci sono altri colori in ospedale.
Ieri sera sono andata a trovare una persona per me molto cara, ricoverata ed in condizioni davvero pessime, con una situazione familiare da vomitare e far vergognare anche i sassi.
Lei si chiama F. e mi ha coccolata da quando ero piccola.
E' una gran donna lei, con una forza strepitosa.
Dicono che sia messa male, molto male.
I suoi occhi invece ieri mi hanno sorriso, mi ha riconosciuta per un pò, ha detto alcune cose, alcune parole. E quegli occhi sono sempre i suoi.
Quando ero piccola mi mordeva le guance a tradimento per scherzare invece di darmi baci, poi si rideva tutte e due.
Sono stata male, molto male.
Credevo di trovarla in tutt'altre condizioni. Non pensavo fosse così grave. Ed è sola. Ha un marito che è un bel pò fuori di testa ed un figlio che se ne frega e nemmeno si ricorda che esiste. In ospedale sola, senza nemmeno una camicia da notte o una tazza per il the, o un bicchiere per l'acqua, o un asciugamano per bagnarle un pò il viso, nulla.
Sono stata male da quando ho messo piede nella struttura, anche io ci sono stata là dentro, qualche anno fa, e da allora ogni volta, quell'odore di disinfettante mischiato a medicinali, alle voci diffuse e ai lamenti dei degenti mi fa impazzire. E' come se mi schiantasse dentro il mondo.
Stasera ci vado io a darle da mangiare, perchè lei da sola non ci riesce, perchè prende solo liquidi con la cannuccia, perchè non alza nemmeno la testa se non l'aiuti, perchè non riesce quasi a dire una parola, se ha caldo, se ha freddo. Lei non ce la fa.
Appena esco da qui ci vado.
Stamani c'è stata mia mamma a trovarla, le ha portato tante cose, di tutto, perfino i calzini e un paio di pantofole, perfino le salviette umidificate con cui le ha pulito il viso. Ed è arrivato 10 minuti il marito che, come dicevo, non batte pari e la voleva mandare via. Povera mamma, povera F.
Come si risolve una situazione così?

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