28 gennaio 2011

Una precisazione. Mi apro a voi.

Dopo un discorso fatto ieri sera, al telefono, devo fare un appunto necessario.

Andrea è la miglior persona che abbia mai conosciuto. Ma davvero la migliore.
E' la mia metà di mela, la mia parte di vita mancante.
Siamo in simbiosi quando siamo insieme.
Siamo le cosìdette "due anime in un nocciolo".
E' la mia anima gemella, senza alcun dubbio.
Ed è fantastico. 

Più volte ho scritto e tuttora continuo a pensarlo che è il regalo più grande ed inaspettato che la vita potesse farmi.
Ho pensato e tuttora penso che sia la mia rivincita sul male, l'opportunità di aprire gli occhi e vedere davvero cosa c'è di bello in questa vita.
E' lui.

E lui in sè ha milioni di cose belle.
E' una persona speciale, ma non speciale come tutti, lo so che ognuno di noi è speciale a suo modo. No. Lui è speciale davvero, è come se brillasse, emana luce.

Certo non è perfetto, non lo siamo nessuno, ma non vorrei aver dato l'impressione con alcuni miei post, che lui fosse la persona che non è.
Credo che voi ormai mi conosciate, abbastanza, chi più, chi meno. E sapete quanto io sia astiosa nel concedere fiducia alle persone, in generale. Io non mi fido, è un mattoncino mio di base. Non sono una persona cattiva, ho sempre e solo molta paura. Ho sofferto molto (direte come tutti, sì, forse) ma non è questo che mi ha fatto diventare così. In effetti lo sono sempre stata, ma con gli anni, dicono, si peggiora :D
Scherzi a parte, non mi voglio giustificare, voglio solo farmi capire.

Ci sono momenti in cui mi manca in maniera devastante.
Ho paura di questo.
E' normale non essere onnipresenti, ma lui nella mia vita lo è.
Ogni giorno, non mi abbandona.
Forse è questo il mio problema, ci penso spesso.
Vivo una specie di sindrome da abbandono, da quando ero piccola.
Coccolata? Poco o niente, di solito rimbrottata, sgridata, marchiata come la differente, la scapestrata, la zuccona, la prepotente.
Lasciata molto a se stessa, forse perchè ritenuta l'elemento forte di carattere, forse perchè tanto lei ce la fa da sola.
Due storie grandi, lunghe nei sentimenti, storie di attese infinite. La prima mi ha tolto quasi tutto, tranne la forza. La seconda mi ha tolto la speranza e mi ha dato ancora più solitudine, alcuni bellissimi momenti di quelli da togliere il fiato e che continui a coltivare dentro e ti piace ricordare.
La solitudine è l'elemento portante, onnipresente della mia esistenza. Vivo sola, e quella è stata non una scelta, ma un continuare il cammino che qualcuno comunque, o qualcosa, mi portava a percorrere nonostante il mio desiderio di calore.
Mi sono sempre bastata. Mi sono sempre fatta bastare. 
Ho riversato tutto quello di cui avevo bisogno io, sugli altri, donandolo io, con la speranza forse che potesse ritornare indietro.
Con la mia famiglia un pò è ritornato, l'affetto, il calore. Dalla scoperta della bestiaccia. Tramite lei li ho ritrovati, li ho ri-conosciuti.

Ma con Andrea è tutto un altro mondo.
Lui mi ha capita per molte cose.
Lui a volte non mi fa parlare perchè non ce n'è bisogno. Io parlo sempre molto perchè voglio che gli altri mi capiscano, mi spiego nei dettagli, spiego le mie reazioni. Con lui a volte non serve.
E' che è come se in me qualcosa si fosse smosso, è come se lui mi parlasse sottovoce.
I suoi occhi, non mi abbandonano mai.
Quando siamo al telefono la sera, immagino i suoi occhi, definiti, netti, dolci anche quando sono preoccupati o tristi, dolci sempre, limpidi, sinceri.

L'amore che è nato subito, l'intesa, è stata spiazzante, mi ha tolto il terreno da sotto i piedi e mi ha aperto le ali. Lui mi ha aperto le ali. E gli occhi, e la conoscenza. Come a dire "c'è altro, c'è di più".

Perciò, non fraintendete le mie parole quando dico che mi sento sola, che non ce la faccio a sopportare la lontananza, che lo vorrei con me e che ogni giorno che passa per me è sempre peggio, che vivo nell'attesa di poterlo toccare ancora, di sfiorargli la pelle. 
E' bisogno fisico di capire che esiste davvero.
E' necessità.
E' tutto l'amore che posso e che gli vorrei dimostrare non solo con le parole.

E' che mi manca tanto. 
E' che ci sono cose per cui non si cresce mai.
E' che ci si sente impotenti quando lo senti triste, quando c'è una parola di troppo o di poco, è che è fastidioso non poterlo abbracciare quando vorresti o accarezzare sulla guancia o rifugiarsi nella curva del suo collo.
E ci si sente soli perchè non siamo abbracciati.

E la libertà non è star soli. La libertà è scegliere un tipo di vita con una persona senza di cui, vi giuro, non sarebbe vita.

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