Sono un pò streghetta, lo sapete.
Per chi non lo sapesse, io ho l'abitudine, ad ogni fine anno, di pensare a quello che secondo me cambierà nella mia vita con l'anno a venire.
Più che altro sono sensazioni, forti, di quelle belle intense che non si possono ignorare.
Esempio.
L'anno scorso dentro di me sapevo bene che questo nuovo anno mi avrebbe portato alla svolta. E sapevo dentro di me che sarebbe stata una cosa che non avrei potuto evitare.
Scrissi i miei progetti, quello che avrei voluto realizzare nel 2010, una pagina sulla Moleskine nera.
A conti fatti posso dirvi che molto si è realizzato, nei progetti, e che l'anno della svolta è proprio stato questo.
Ma la vita riserva sorprese.
Io non avevo preventivato Andrea.
No, proprio non ci avrei mai pensato, e invece eccolo lì, nel mio lettone, per Natale, per questo ultimo dell'anno, con tutto se stesso, con la sua dolcezza disarmante, e mi chiedo come sia possibile aver ricevuto un simile Dono.
Come vedo l'anno che deve venire?
Vi dico le sensazioni provate al risveglio: consapevolezza di aver trovato la mia strada, serenità nel modo di percorrerla, tristezza per una parte del mio passato, senso di giustizia perchè me lo merito eccome di essere felice.
Mi sono soffermata a pensare, tra le sue braccia prima di alzarmi, se sarà l'anno che mi vedrà tenere in braccio la mia, la nostra, Argentina. Tremo se ci penso, e tremo perchè non lo so. Invece me lo dovrei sentire. Sento invece che ci saranno brutte notizie sul mio stato di salute, è una sensazione che parte da dentro. In fondo, sono stata fortunata, sono 2 anni che non mi riopero. Non credo di passare anche il terzo diciamo così, incolume.Però sento che sarà anche l'anno del mio salto di qualità, perchè arriverà la piccola 550, e salirò un nuovo scalino per migliorare me stessa da dentro, e da fuori.
Infine sento che vivremo insieme io e Andrea, sento che saremo complici ancor di più, sento che dovrò ancora lottare molto per averlo con me. Ma staremo insieme e la mia sarà la nostra casa. Nel mio futuro vedo il nostro presente.
E credo che ci sia un destino, sì. Adesso ci credo ancora di più. Ecco.

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